Più spazio alla salute: due chiacchiere con Lorenzo Gambarotta

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PIU' SPAZIO ALLA SALUTE: perchè?

Nell’iter di sviluppo di Banco Farmaceutico, la realizzazione di un magazzino farmaci è diventata, dopo l’emanazione dei decreti attuativi della Legge Gadda una assoluta priorità.

Tutte le idee necessitano di “gambe”, finanziarie e umane, per poterle realizzare e, quando Reale Mutua Foundation ci ha offerto di partecipare al contest OurStrategy4People, siamo stati entusiasti di poterci promuovere e far conoscere.

Come? Oltre al progetto, e alle foto, ci è sembrato importante veicolare il cuore dell’iniziativa attraverso le immagini.Perché il magazzino non sia solo uno spazio da riempire di cose, ma una possibilità di relazione, soluzione, cura per i tanti che ne hanno necessità.Abbiamo chiesto a Lorenzo Gambarotta, che ci ha aiutato nel processo creativo e si è occupato delle riprese audio e video, di raccontarci cosa ha voluto dire per lui collaborare con il Banco e veicolare il nostro messaggio.

Lorenzo, ci racconti come  PIU’ SPAZIO ALLA SALUTE è diventato un progetto visivo?

Chi ha avuto modo di partecipare all'ideazione creativa di un progetto ha tipicamente assistito alla dichiarazione preventiva di chi si spingeva a proporre la propria idea: “adesso dirò una cavolata...”, a cui a volte seguiva la risposta di qualche sabotatore :“bravo, era proprio una cavolata !”
Beh, nelle nostre riunioni nessuno ha sentito la necessità di cautelarsi, e questa cosa ha generato un'invidiabile eruzione di idee (alcune delle quali cavolate ;-)), ognuna delle quali è stata analizzata per quello che doveva servire, con lucido distacco.

Che differenza c'è tra lavorare con i volontari rispetto al profit ?

Venendo dal profit, la mia principale preoccupazione non era tanto sulle competenze (che a volte nel profit non ci sono), ma piuttosto per la specializzazione dei ruoli, che è il meccanismo che assicura il funzionamento della macchina produttiva. Nel profit ogni soggetto coinvolto ha determinati compiti che sono quelli e basta: si tratta di sapere esattamente chi deve fare che cosa e quando. Nelle grandi aziende questo crea la moltiplicazione dei ruoli e ogni micro-azione è rendicontata via mail in copia a tutti (che è anche un modo per tutelarsi). Ma se per caso c'è qualche modifica al programma, il procedimento decisionale deve risalire per via gerarchica tutti gli uffici coinvolti e tutto riparte da capo generando una mole abnorme di corrispondenza.
Per contro con le associazioni i ruoli sono affidati con meno formalismi, a volte in maniera collettiva (se non c'è Giuseppe ci pensa Carlo, oppure troveremo qualcuno). Oddio. E invece ho scoperto che questa cosa funziona: i volontari vogliono veramente ottenere il risultato che si sono preposti, e se c'è qualche problema si innesca la nobile gara a chi è più bravo a risolverlo !

E con il Banco quali ruoli sono stati valorizzati ?

Progettazione, casting, attori (il bambino dello spot non è un attore ma il figlio di una simpatizzante del Banco), organizzazione delle riprese, location management, amministrazione.

E dal punto di vista creativo ?

Anche la creatività può rientrare tra le attività valorizzabili. Non sempre nelle associazioni c'è la sensibilità e la capacità di elaborare testi e idee. Il Banco ha un particolare talento in questo ambito, infatti il soggetto dello spot è stato partorito dal Banco. Inizialmente ho pensato che ne avesse fin troppo di talento creativo, difficile da contenere... poi ho scoperto con grande piacere la capacità del Banco di organizzare e pianificare in modo ottimizzato il lavoro, curando ogni dettaglio, e collocando le idee all'interno delle linee del progetto da realizzare.

Quindi è la stessa cosa che lavorare con le Agenzie ?

Quando si lavora con un’agenzia, a monte c'è sempre un account che ha filtrato i bisogni del cliente, spesso indirizzati dai suoi desideri. Gli elementi raccolti sono poi distribuiti alle coppie creative di copywriters e art-directors che faranno le loro proposte. Col Banco è tutto diverso: non è semplice condivisione delle idee. Già nel precedente lavoro abbiamo presto superato le timidezze e siamo entrati a viaggiare nello spazio del brain storming, delle suggestioni, della creatività pura, che genera gli elementi che vanno poi ricondotti e collocati nell'ambito degli obiettivi della comunicazione.
Il brain storming può essere facilitato dalla dimensione di organizzazione di volontariato, perché qui il coinvolgimento è totale. Nel profit ci può essere immedesimazione, ma è molto raro che ci sia identificazione. Questa cosa potrebbe essere controproducente, potrebbe creare una zona irrazionale fatta di personalismi, dove tutto può essere il contrario di tutto. Invece col Banco la forte adesione, l'allegria, l'entusiasmo convivono con una grande lucidità pragmatica, che permette di liberare queste energie senza pregiudizi e al tempo stesso raccogliere i frutti del lavoro, testando poi in modo analitico le idee. Per mia fortuna il Banco è autenticamente sabaudo: visionario e pragmatico. Cosa rara perché in genere si ha l'uno o l'altro talento.

E nel caso del progetto PIU’ SPAZIO ALLA SALUTE ?

Nel nostro specifico caso avevamo bisogno di far sentire la necessità di un magazzino, e innescare il desiderio emotivo di aiutare, e votare. Quando si vede il risultato di un'idea, in genere si osserva che “è semplice”. E' vero. Ora che c'è l'idea questa appare semplice, quasi banale. Ma ci si dimentica che quando nessuno l'aveva pensata quell'idea si brancolava nel buio, e soprattutto il fatto che le idee semplici sono quelle che funzionano perché sono immediate. In particolare le immagini, in quanto metafore, hanno una potenza evocativa molto più profonda dei concetti. Le idee complesse, barocche, spostano la questione su un piano interpretativo cerebrale. Il processore istintivo del nostro cuore tende alla dicotomia odio/amore, nemico/amico, perché per ragioni evolutive legate alla sopravvivenza dà risposte istantanee. Il cuore è molto più rapido del cervello. Quest'ultimo spesso finisce per filtrare e giustificare le scelte prese prima dal cuore. E' la differenza che c'è tra l'essere razionalmente convinti della bontà di un qualcosa, e l'adesione che porta a scegliere qualcosa perché “ci piace”. - Sono bravi, fanno un'attività filantropica ma voto qualcun'altro, voto quelli che mi piacciono -
La semplice attenzione, l'attrazione, il convincimento e la persuasione che porta a decisioni attive e cambiamenti, sono ambiti contigui ma profondamente diversi. Insomma, quando si comunica il livello di engagement può essere più o meno forte.

Il bambino che bussa sollecita chi guarda a livello emotivo con una immediata empatia. Chi non risponde a un piccolo che ha bisogno? E sollecita anche una identificazione con un io interiore, piccolo e indifeso, proprio come ci sentiamo quando non stiamo bene e abbiamo bisogno di essere curati. Il tema della richiesta è stato declinato con l’azione del bussare ad una porta, che è la porta del magazzino di Banco Farmaceutico. Con l’invito a rendere possibile aprirla, e quindi aprire il magazzino.

Il casting tra i volontari ci ha regalato la bellissima voce di un volontario, che accompagna lo scorrere delle immagini fino alla sollecitazione finale al sostegno.

Lo ammetto: non vedo l'ora che ci sia la prossima occasione !

Eclettico, paziente, appassionato, competente..... così i volontari di Banco Farmaceutico conoscono Lorenzo che ha già lavorato con noi per la realizzazione del promo sul Recupero Farmaci Validi non Scaduti che potete vedere QUI

Per qualche info in più su di lui aprite il suo curriculum. Buona lettura!

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